"Che sono gemelle?" erano solite interrogare le signore che incrociavano mamma Zaira a passeggio per i viali di provincia. "No, ci corre un anno", cantilenava con finta vivacità la mamma alzando gli occhi ai gerani colorati dei terrazzi. Dove corresse questo anno io e mia sorella Teresa non l'abbiamo mai capito, capivamo solo che era sufficiente a farci vestire uguali: stessa stoffa, stesso modello, stesso colore, stesse misure: due centimetri più lunghino Teresa perché più grande. |
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È forse questo che spinse quelle due bimbe brunette, paffute e un po' infelici a prendersi la propria rivincita. Il primo riscatto avvenne con una coppia di vestiti stesso modello ma di colore diverso, poi stesso modello ma diverso il colore e la fantasia; ma fu solo col vestito modello, colore, fantasia e stoffa diversi che si raggiunse l'orgia del piacere e della soddisfazione, il massimo dell'identità, la riconquista delle proprie personalità del resto già diverse. Quando corrono tali eventi però, Anna non ha ancora maturato il diabolico intendimento di fare l'attrice. (A dire la verità, io da grande volevo "fare la negra" e pensavo che nonostante la mia nascita bianca, studiando con applicazione avrei potuto riuscire). Dovremo aspettare ancora molto, siamo infatti nel cuore degli anni '60. |
![]() Io sono quella a destra! |
Un'adolescente che, passeggiando per il Corso principale, sola o in compagnia e munita di minigonna non viene abordata da verun individuo di sesso opposto, nonostante esca tutte le sere, si dice "racchia". |
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