L'adolescenza m'hanno, ci hanno dico, a noi ragazze, rovinato i militari che a quel
tempo avevano l'obbligo della divisa, i capelli rasati, le orecchie a sventola tutti!
I settentrionali che si riconoscevano subito dalle divise troppo striminzite, corte di
braccia, pantaloni a scoprire quegli orridi calzini verde militare; certe scarpe come
barche lucidate, che li facevano sembrare patetici clowns spilungoni e coglionazzi
da muti!.. Non sia mai aprivano bocca!: i Veneti e i Friulani con quel loro
intercalare...." Siorina... ssss!.. siorina, permette ... sssiorina? mi non vojo far niente
de mal... ssiorina senta... sss.."
Tutta l'adolescenza ma poi anche dopo, a scantonare da Via del Corso ai vicoletti
stretti, dentro l'umidità del tufo che faceva la nebbiolina intorno ai lampioni, che
sapevano tutto, vedevano tutto...." ssssiorina senta...sono solo...una parola...ostia!"
E l'accanimento di quei meridionali usciti per la prima volta...dalle caverne!,
( pensavamo noi, con quella spietatezza tipica delle vittime! ) che alle diciotto in
punto, libera uscita, sciamavano come mosconi sul secchione, molesti, con
quell'insistenza caprona tipica di chi non ha niente da fare, nente da perdere e però
ha un arretrato di sesso, che data le sue ultime..." esercitazioni autolenitive"!.....
" Signurì....signurì....come vi chiamate ..signurì...sss...sienf ame..ssss...ssient"...!
Ma che siente! ! La smetta., ma vada..!
Accettavano tutto anche le nostre offese, rigorosamente inviate con il "lei"!
Anzi le nostre reazioni, financo isteriche certe volte ma vorrei vedere e che caspita!,
li eccitavano, li divertivano, li soddisfacevano, in qualche modo c'erano riusciti!!
Saranno stati i militari, saranno stati gli indigeni, sarà stato che riuscivo a sentire tutto
in quegli anni, (ma già dai primi anni!) senza esserci, che è più la sensazione di
provenienza che avverto per questa città, che non di appartenenza.
Appartenenza che comunque non sento neanche per la città dove vivo, Roma..
forse, il luogo che più vivo con passione è il mare......proprio quello che non bagna
l'Umbria in nessuno dei suoi confini; come la Basilicata, l'Umbria è l'unica ad avere anche questa sfiga!
Ah l'Umbria, la verde Umbria, verde!... e io che preferisco l'arancione! ma l'azzurro, ma il bianco! Il verde no! come il rosso... vinaccia come lo chiamavamo noi che con il vino avevamo una certa familiarità! No dico il vino d'Orvieto " EST EST EST"
è famoso! ma in tutto il.....e io ero astemia ! Altro?!?
Ma quei terrazzini pieni di gerani, ortensie, azalee..! che poi sono le uniche tre piante
che non amo, anzi mi infastidiscono, perché intignano anno dopo anno, si espandono
con un'invadenza che per esempio i ciclamini non hanno! Ma vuoi mettere l'erica?
Lo so che preferisce i paesi nordici, allora la boukenville , che però a Orvieto
chiamavano la bucavilla! con l'idea che solo nelle ville dei ricchi potesse crescere!
Tanto carucce!!
Ma un trionfo sì, un trionfo di originalità stramberia e fascino, l'ho sempre trovato in
quell'invenzione orvietana tutta dialettale che trasforma tutti i maschili in femminile,
per via di quelle finali con la "e"... le maschie, le vicole, Fommine, le debite, le
pettegolezze.... Le guste so' guste!
Ecco forse in questi suoni (ma anche in chi li pronunciava ) sta tutto l'inizio di quel
naufragar in quel mare, dove sono andata in immersione, intronauta per natura,
curiosa ed implosiva, esercitandomi da lì a ingurgitare gli universi, le vite degli altri
trasportate dal profumo del DDT che scivolava dalle persiane chiuse del tutto a posto,
i piatti rigovernati, alle quindici del pomeriggio .. .bollettino ai naviganti..il profumo
del glicine, del tiglio dei giardinetti ( non si diceva parco ), le panchine verdi di ferro
dure e accoglienti, immobili sotto lo schianto di certi sederi lievitati delle carucce in
menopausa..:" Ah quanto me ce voleva 'sta seduta signo' Dio ce scampe, me stanco a
cammina', ho preso venti chile da quando min c'ho più le mi' cose me capisce come
je dico? co' licenza parlando. Porett' a me disgraziata *na silfide ero! Mo' fatico pure
a mettime le calze! Alo' ha capito sì come je dico!"
"Ha visto signora mia l'Andreina de la Delma ha sposato? Ha indovinato tanto bene
lue c'ha la casa del suo, la macchina e tutte Fanne la porta in villeggiatura a Montalto
de Castro!"
Quando ero piccola io, a Orvieto, la "convivenza" non esisteva, ma neanche la parola,
ma neanche si sapeva cosa significasse! Le ragazze arrivavano vergini al matrimonio
(almeno secondo le loro mamme) così il matrimonio diventava perlopiù il massimo
della relazione a rischio, l'incognita più grande, una specie di lotteria dove pescato il
marito, potevi vincere o perdere, ma per la vita.
Questo, fantasticavo pericolosamente quando la mamma mi raccontava la storia di
qualcuno che si conosceva...." Ha 'ndovinato tanto male porettaL'l su' marito je
mena e lei cuce pure di notte. Lui beve, nun lavora e quando ritorna mena a lei e
mena pure a le fije....!"
Più che se l'avessi vista quella famiglia mi entrava dentro con la sua storia, come una
macchia di umidità .. .puzza di chiuso, pezze e alcool, la pazienza di lei, come una
pecora, come uno straccetto, gobba sulla sedia, così dimessa e rassegnata da tirarsi le
botte proprio!"Fommine so' tutte uguale! Che Dio le fulmine! "
La "convivenza, cioè facciamo la prova, cioè conoscersi, cioè capito sperimentare un
certo tipo di.......Che poi l'ho fatto anch'io venuta in città, dove nessuno o quasi
rischiava di " indovinare" marito ( o moglie ), non ci ha preservato ahimè dal
prendere fregature.
Ovviamente fregature più consapevoli, fregature alternative... cioè un certo tipo di
fregature.....
Ma sempre fregature! ! Che solo col matrimonio puoi prendere mica prima.... mica
senza!
"Le tempe so' cambiate! Ma l'ommine so' sempre quelle! " Tanto Caruccia!. |